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ORTICA – URTICA DIOICA L. – URTICA URENS L.

Articolo:
URTICA_URENSFamiglia: Urticaceae

Pianta officinale
Parte utilizzata: pianta intera

COSTITUENTI PRINCIPALI

Flavonoidi; vitamine: A, B2, C, K, acido pantotenico e acido folico; clorofilla, xantofillae beta carotene; sali minerali, in particolare sali di potassio e di calcio; secretina.

PROPRIETA'

Le indicazioni terapeutiche attribuite all’Ortica sono innumerevoli e si possono così riassumere: attivazione delle funzioni digestive, azione tonificante, ricostituente e depurante; azione diuretica, antidiarroica, emostatica, ipoglicemizzante, galattagoga. Uno studio condotto su cane con iperplasia prostatica ha dimostrato che la radice di Ortica può ridurre del 70% il volume della ghiandola (Rombi M., op. cit., p. 207). Alcune frazioni presenti nel fitocomplesso della pianta (lectine? sitosteroli?) sembra in grado di inibire, con un meccanismo che non è stato ancora chiarito, la crescita delle cellule prostatiche umane. Alcuni autori ritengono che si verifichi un’interazione fra questi principi e le proteine seriche deputate a legare gli androgeni e come conseguenza vi sarebbe una variazione della concentrazione di androgeni liberi. Studi eseguiti in Germania tendono a dimostrare che il sitosterolo esercita effetti benefici sull’ipertrofia prostatica benigna grazie ad una diminuzione della sintesi delle prostaglandine a livello prostatico [Ritschel W. A., Kastner U., Hussain A. S., Koch H: H., Arzneim. – Forsch., 40, 463-468 (1990)]. Occorre inoltre segnalare che la frazione polisaccaridica (radici) manifesta azione antinfiammatoria, proprietà dimostrata sperimentalmente nell’edema indotto con carragenina sulla zampa del ratto [Wagner H., et al., Planta Med., 55, 452-454 (1989)]. L’azione antiedemigena può avere infatti un ruolo importante nella riduzione dell’ostruzione cervicoprostatica contribuendo a migliorare il quadro funzionale. La pianta può essere associata, per il trattamento dell’ipertrofia prostatica, a Sabal serrulata (o Serenoa repens), Pygeum africanum e al gemmoderivato Sequoia gigantea. Si ricorda che, sempre in ambito urologico, trova impiego negli stati infiammatori delle vie urinarie e nella prevenzione e trattamento della litiasi renale e renella. Le foglie, per la ricchezza in minerali (ferro e silicio) e clorofilla sono reputate ottimo rimineralizzante, ricostituente ed antianemico, valido in tutte le fasi della vita. La clorofilla possiede una formula chimica simile all’emoglobina umana da cui differisce soltanto per la presenza dell’atomo di magnesio al posto di quello del ferro. L’organismo animale sarebbe in grado di utilizzare i gruppi pirrolici della molecola di clorofilla e l’azione emopoietica della pianta scaturirebbe dall’elevata presenza di clorofilla. Per quanto riguarda l’azione della pianta a livello intestinale, oltre all’azione astringente (tannino), sarebbe presente un’attività normalizzatrice della flora batterica intestinale, attribuibile, almeno in parte, alla secretina. Tale sostanza, sarebbe analoga alla secretina umana, ormone prodotto dalla mucosa dell’intestino tenue che sollecita la secrezione biliare, la produzione di succo pancreatico, povero di enzimi, ma ricco di acqua e di bicarbonati, e di succo intestinale.

INDICAZIONI

Stati infiammatori delle vie urinarie, litiasi, renella, ipertrofia prostatica, anemia, convalescenza, deminarelizzazione.