Famiglia: Lamiaceae (labiatae)Pianta officinale, alimentare
Parte utilizzata: Foglie, fiori.
PRINCIPI ATTIVIOlio essenziale (alfa e beta tujone, alfa e beta pinene, limonene, canfora, cineolo, borneolo ecc..); acidi fenolici: ac. rosmarinico, ac. clorogenico, ac. caffeico; principi amari: picrosalvina, salvina; flavonoidi: glucosidi dell’ apigenina e della luteolina; triterpeni: betulina ecc.; diterpeni. plistano; eta-sitosterolo colina, tannini (fino all’otto %).
PROPRIETA'Ha attività antispasmodica, colagoga-coleretica. Piccole quantità di olio essenziale inibiscono le contrazioni dell’ileo di cavia indotte per stimolazione elettrica, inibiscono anche lo spasmo della muscolatura liscia provocato dall’istamina, acetilcolina, serotonina. L’olio essenziale ha anche azione antimicrobica. All’acido rosmarinico e alla picrosalvina è attribuita l’azione antiossidante. Amaro-tonica stimolante nelle forme dispeptiche e nell’atonia gastrointestinale in particolare in soggetti affaticati sia fisicamente che intellettualmente. E’ stata provata l’attività antiidrotica, dovuta principalmente all’olio essenziale che sarebbe in grado di paralizzare le terminazioni nervose periferiche delle ghiandole sudoripare, si ipotizza anche un meccanismo d’azione centrale. L’attività antiidrotica si manifesta dopo alcune ore e può durare per alcuni giorni. E’ efficace nel ridurre l’eccessiva formazione di catarro nei disturbi bronchiali. Gli viene attribuita anche un’azione ipoglicemizzante, e sarebbe in grado di bloccare la secrezione lattea. E’ stata dimostrata l’attività antiossidante, e antimicrobica, dovuta ai diterpeni e all’acido rosmarinico (Bruneton 1993). L’attività battericida dell’olio essenziale risulta comunque inferiore a quelle dell’o.e. di Timo.
INDICAZIONIDispepsia, atonia gastrointestinale, meteorismo, flogosi delle mucose (uso esterno).
NOTEControindicata in gravidanza, allattamento (riduce la produzione di latte).