CALENDULA – CALENDULA OFFICINALIS L.

Famiglia: Asteraceae – Pianta officinale.
Parte utilizzata: foglie e sommità fiorite.

COSTITUENTI PRINCIPALI
Glucosidi triterpenici (saponosidi A/F); alcoli triterpenici (azione antinfiammatoria); steroli; carotenoidi (caroteni e xantofille: azione vulneraria); flavonoidi e cumarine: azione vulneraria; olio essenziale (monoterpeni e sesquiterpeni): azione antimicrobica; polisaccaridi: azione immunostimolante; composti azotati (allantoina), vitamina C.

PROPRIETÀ
Un’attenta analisi del fitocomplesso della pianta può aiutare a capirne l’attività. I componenti dell’olio essenziale sarebbero responsabili della riconosciuta attività antimicrobica, antifungina ed antivirale. Tali principi sono solubili in acqua. L’attività è diretta in particolare nei confronti dei batteri Gram-positivi (Staphylococcus aureus, Streptococcus haemolyticus). L’estratto alcolico ha mostrato in vitro notevole attività virucida. L’attività antinfiammatoria sarebbe da attribuire invece agli alcoli triterpenici, in particolare ai monoesteri del faradiolo. Le interessanti proprietà vulnerarie sono determinate da aumento dell’attività fagocitaria del sistema reticolo endoteliale, dall’incremento di produzione di fibrina con rapida chiusura delle ferite e formazione di tessuto di granulazione. I preparati a base di calendula inoltre «migliorano l’equilibrio di idratazione cellulare della cute, incrementano granulazione ed epitelizzazione, stimolano la formazione di nuove cellule e migliorano la circolazione sanguigna e tono della cute». I polisaccaridi mostrano sia in vitro che in vivo una notevole attività immunostimolante. Per quanto riguarda l’azione vulneraria un ruolo fondamentale è svolto, oltre che dai dioli triterpenici, anche dai carotenoidi (Della Loggia R., Calendula officinalis, OEMF, Milano 1994).
Uso interno: le proprietà più interessanti ed accertate sono sicuramente quella emmenagoga nota da sempre, antispasmodica e coleretica. Studi recenti attribuiscono alla calendula anche proprietà ipotensivanti e vasodilatatrici: gli estratti idroalcolici manifestano effetti inibitori del sistema nervoso centrale, con evidente azione sedativa ed un effetto ipotensivo di origine miotropa. Sperimentazioni su cavia hanno dimostrato infine un effetto citoprotettore sulla mucosa gastrica attribuibile al contenuto in caroteni.
Uso esterno: nei paesi di area tedesca viene utilizzata nel trattamento delle affezioni delle mucose orofaringee e delle vie aeree superiori, ed infatti tale uso è stato codificato dalla Commissione E dell’Ufficio Federale della Sanità tedesco. Stomatiti, afte, gengiviti, piorrea e parodontopatie possono essere quindi efficacemente trattate con preparati a base di calendula. Aggiunta a gargarismi viene impiegata nelle tonsilliti e faringiti. L’uso esterno, soprattutto come pomata, risulta essere l’impiego più comune della calendula. È stato dimostrato che la pomata di calendula accelera la cicatrizzazione, stimola la granulazione tissutale, inibisce i processi flogistici e manifesta attività batteriostatica; ottimizza, inoltre, l’irrorazione sanguigna della cute, migliorandone pertanto il trofismo. Localmente è molto valida come antinfiammatorio, antisettico e cicatrizzante. Le sono riconosciute funzionalità emolliente, lenitiva, rinfrescante e riepitelizzante grazie alla sua azione di normalizzazione del microcircolo (flavonoidi). Risulta quindi particolarmente adatta per pelli secche, screpolate, delicate e facilmente arrossabili. Le mucillagini della calendula svolgono una specifica azione emolliente, filmogena, protettiva; contemporaneamente isolano e proteggono le parti irritate e ne condizionano il grado di umidità (Proserpio).

INDICAZIONI
Uso interno: protezione mucosa intestinale, enteriti, spasmi gastrointestinali.
Uso esterno: dermatosi, dermatiti, eritemi, ustioni, ulcere, piaghe, ragadi. Indicata nelle lesioni della pelle soprattutto in presenza di pelle secca, screpolata.