ECHINACEA - E. ANGUSTIFOLIA DC - E. PALLIDA NUTT. - E. PURPUREA MOENCH.

ECHINACEA – E. ANGUSTIFOLIA DC – E. PALLIDA NUTT. – E. PURPUREA MOENCH.

Famiglia: Asteraceae – Pianta officinale.
Parte usata: radice, parte aerea.

PRINCIPI ATTIVI
Derivati dell’acido caffeico: echinacoside, echinaceina; olio essenziale terpeni; polisaccaridi (eteroxilani e arabinoramnogalattani); alcammidi; flavonoidi (nelle foglie): rutina, cariofillene.

PROPRIETÀ
L’echinacea ha proprietà batteriostatiche e virustatiche sperimentate su numerosi ceppi batterici e virali. Agisce direttamente sui microrganismi attraverso l’echinaceina e l’olio essenziale.
Gli eteroxilani e gli arabinoramnogalattani, stimolano diverse linee cellulari immunitarie (macrofagi, linfociti T e B). L’echinacoside e altre frazioni si dimostrano inibitori nei confronti dell’enzima jaluronidasi, rallentando la velocità di penetrazione dei microrganismi nei tessuti, accelerando la guarigione delle ferite e diminuendo il rischio d’infezione. Antinfiammatorio per uso interno ed esterno. Stimolante della risposta immunitaria soprattutto nelle fasi di epidemia influenzale, negli stati di carente attività del sistema immunitario (stress, ecc.), come cicatrizzante e riepitelizzante in caso di ferite e postumi di infezioni dermatologiche. Nella monografia della Commissione E (1989) viene precisato che «le preparazioni a base di echinacea, per somministrazione orale o parenterale, hanno attività immunobiologica».
Si ritiene, in effetti, che il suo meccanismo di azione sia determinato da un aumento delle difese endogene, tramite stimolazione aspecifica del sistema immunitario, in particolare mediante l’attivazione della fagocitosi e la stimolazione dell’attività dei fibroblasti (Della Loggia R., op. cit., p., 182). In particolare per quanto riguarda le qualità terapeutiche dell’echinacea purpurea la monografia della Commissione E indica l’uso della pianta nel trattamento adiuvante delle infezioni recidivanti delle vie respiratorie e delle vie basse urinarie.

INDICAZIONI
Profilassi e trattamento delle malattie infettive. Stati di immunodepressione. Ulcere, ferite, ustioni, afte e dermatiti (uso esterno).