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PASSIFLORA – PASSIFLORA INCARNATA

Famiglia: Passifloraceae – Pianta officinale.
Parte utilizzata: foglie e fiori.

PRINCIPI ATTIVI
Alcaloidi indolici (armano o passiflorina, armolo, ecc.); flavonoidi (vitexina, apigenina, orientina, quercitina, luteolina ecc.) maltolo, cumarine, acido clorogenico, steroli.

PROPRIETÀ
La farmacologia mantiene qualche riserva sul fatto che alla base dell’azione antispasmodica e sedativa siano gli alcaloidi indolici contenuti in piccola quantità, ma da studi recenti risulta essere molto importante la presenza contemporanea di cumarine e flavonoidi come codeterminanti di questa attività. Varie sono le sperimentazioni condotte con estratti di passiflora. Paris, ad esempio, ha esaminato le variazioni della motilità delle cavie sotto l’influenza della passiflora avvalendosi di test appositi (cages sospendues). Ha così potuto dimostrare che un estratto di passiflora somministrato per via sottocutanea (10 g/kg) ha sviluppato un effetto depressore assai netto sulla motilità della cavia. Dopo 30 minuti la motilità spontanea degli animali era diminuita del 25%, poi del 50% dopo 2 ore; dopo 4 ore gli effetti della droga cominciavano ad attenuarsi (Bizet D., Roubaudi F. Phytothérapy, 26 22-24 (1988). Della Loggia e collaboratori hanno indagato gli effetti sul S.N.C di cavia della passiflora somministrata per via orale, utilizzando una batteria di test farmacologici classicamente impiegati per mettere in evidenza l’azione sedativa o ansiolitica di una sostanza: test di interazione farmacologica e metodi di comportamento (attività spontanea, curiosità, equilibrio). Si è potuto verificare quanto segue:
– Potenziamento della narcosi indotta da 100 mg/kg di esobarbital (via intraperitoneale): l’estratto di passiflora somministrato alla dose di 800 mg/kg, novanta minuti prima dell’iniezione di esorbital ha aumentato in modo significativo (+37%), il tempo di sonno indotto dal barbiturico.
– Misurazione della motilità delle cavie per 8 ore per mezzo del test di mobilità spontanea: nelle cavie trattate con 400 mg/kg di estratto di passiflora si è visto nel corso delle prime tre ore una motilità superiore del 30% rispetto al gruppo testimone e una diminuzione del 30% dopo 4 ore fino alla fine del saggio.
– Misurazione dell’attività esploratrice per 5 minuti per mezzo del test dell’apparato a fori: il dosaggio precedente ha aumentato significativamente del 15% l’attività esploratrice della cavia.
– Valutazione della coordinazione motoria con l’impiego del test della barra rotante: il test ha confermato che la passiflora manifesta un’azione di tipo ansiolitico (Della Loggia R., Tubaro A., Radaelli C., Neurol., 51, p. 297-310 (1981).
Per quanto attiene ai flavonoidi, lavori di ricerca hanno confermato l’azione sedativa sul sistema nervoso centrale. La somministrazione per os nella cavia della frazione flavonoidica ha diminuito nettamente gli effetti eccitanti indotti da 10 ml/kg di cocaina somministrata per via sottocutanea. Una netta azione tranquillizzante è stata ottenuta per dosi di 30 ml/kg di una soluzione al 2% della frazione flavonoidica
(Bizet D., Roubaudi F., Phytothérapy, 26,23 (1988).
Gli estratti di passiflora sono dotati di attività antispasmodica, messa in evidenza anche in vitro.
A livello dell’intestino di coniglio l’estratto secco di passiflora (1 g corrisponde a 6 g di pianta) provoca diminuzione del tono e della frequenza delle contrazioni peristaltiche e a dosaggi elevati paralizza l’intestino. L’effetto spasmolitico è simile a quello della papaverina.

INDICAZIONI
Stati d’ansia, ipereccitabilità nervosa e sindromi spastiche addominali.