STOP alla farmaco-resistenza!

Mangime animale senza rischi per la salute umana

La nuova normativa CAAE Insumos Green garantisce l’assenza di tracce di antibiotici nella carne.

Articolo di Álvaro Fernández-Blanco, Responsabile CAAE Certificazione Insumos Green per l’allevamento biologico del bestiame

L’abuso di antibiotici nell’allevamento del bestiame contribuisce notevolmente ad aumentare la farmaco-resistenza, causa della morte di circa 700.000 persone all’anno nel mondo. Tale resistenza si manifesta quando un batterio contrasta l’effetto dell’antibiotico che si utilizza per trattare l’infezione in corso.Aggiungere antibiotici ai mangimi è un’abitudine molto comune. Inoltre, spesso sono le persone stesse che lavorano in questo settore che entrano a contatto con i batteri e le malattie che, in seguito, diventano resistenti ai farmaci e che probabilmente finiscono contagiando altre persone attraverso gli alimenti, il contatto diretto o l’ambiente. Minimizzare questo rischio, o addirittura evitare la presenza di antibiotici nelle carni, è il principale obiettivo della Normativa CAAE Insumos Green per il bestiame, presentata recentemente a un Congresso Europeo di Alimentazione Animale.

Secondo l’OMS attualmente si utilizzano più antibiotici nella filiera alimentare che nella cura delle persone. La somministrazione sistematica di antibiotici al bestiame fa in modo che quei microorganismi che causano determinate malattie diventino resistenti ai farmaci, i quali finiscono per perdere la loro efficacia. Quando determinati microorganismi con un’elevata farmaco-resistenza raggiungono gli esseri umani non c’è più soluzione: in Unione Europea sono 20.000 all’anno le persone che muoiono per questa effettiva perdita di efficacia nei trattamenti. In tutto il mondo sono, invece, 700.000.

Finora gli allevatori non avevano modo di dimostrare la garanzia delle proprie carni. La nuova regolazione CAAE Insumos Green per l’allevamento biologico permette alle aziende di ottenere la certificazione dei propri strumenti e dei prodotti stessi, non sintetici né geneticamente modificati che vengono, quindi, correttamente registrati per l’uso nell’allevamento del bestiame, al fine di prevenire l’uso di antibiotici nel processo di produzione e trasformazione di alimenti di origine animale. Allo stesso tempo questa certificazione contempla l’uso di sostanze che possano utilizzarsi per il controllo di contagi e malattie, pulizia e disinfestazione. Sono sempre sostanze a basso potere residuale e comunque di carattere non sintetico. Finora non esisteva nessuna normativa che gli allevatori potessero adottare per dimostrare l’assenza di tracce di antibiotici o farmaci nelle loro carni cosa che, invece, la certificazione biologica attesta. I prodotti e gli alimenti così regolamentati saranno in grado di proteggere l’ambiente e la salute dei consumatori avvalendosi di strumenti che rendono possibile una produzione animale più sostenibile, riducendo l’incorporazione di residui farmacologici nell’ambiente e la presenza di antibiotici negli alimenti. Questi vantaggi hanno permesso alla recente Normativa CAAE Insumos Green per l’allevamento del bestiame di avere già i suoi sostenitori.

Diverse aziende hanno aderito a questa normativa privata, tra cui Celt Clinic, leader in I+D+I nel campo della salute animale in Galizia; Hispagalan, azienda sevillana con impianti in Extremadura e Andalucia improntata alla distribuzione di zoosanitari; Laboratori HEEL España, specializzati nello sviluppo e nella fabbricazione di farmaci derivati da ingredienti naturali; Huwa-San España S.L. azienda rappresentante in Spagna del fabbricante belga Roam Technology NV e che distribuisce in terrotorio iberico i prodotti Huwa-San, una nuova generazione di disinfettanti sostenibili.

La normativa CAAE Insumos Green per l’allevamento del bestiame è stata presentata a Cordoba, diventando sponsor del V Congresso Afaca e del XXVIII Congresso FEFAC due istituzioni che, ad oggi, rappresentano il settore dei mangimifici a livello andaluso ed europeo. In tali occasioni, che hanno visto la partecipazione di rappresentanti del Cesfac, si è parlato dell’importanza e della diffusione della produzione biologica nell’alimentazione a livello mondiale nel settore della produzione sostenibile come nel caso della soia negli Stati Uniti. Sono stati trattati temi relativi a sostenibilità, ecologia, economia circolare, risorse, cambio climatico, impronta idrica e sono stati condivisi i passi che i mangimifici stanno facendo a livello europeo per la produzione di alimenti più sani e sicuri per l’ambiente. Wolfgang Trunk, di DG Santé Commissione Europea, ha spiegato che l’ente europeo incaricato della salute alimentare (EFSA/EMA) sta valorizzando l’allevamento biologico e le terapie associate (principalmente l’uso di fitopreparati) come una delle possibili alternative produttive per ridurre le morti associate alle resistenze batteriche causate dall’uso indiscriminato degli antibiotici.

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